Liriche evocative di Gino Chiellino

<< Antonino Mazza, Liriche Bilingue ed Evocative>> di Gino Chiellino, Augsburg, Repubblica Federale Tedesca. Avanti, luglio 18, 2003.

Antonino Mazza, La nostra casa è in un orecchio cosmico. Traduzione di Rosamaria Plevano. Vibo Valentia: Monteleone editore 1998, Euro. 10.

               Succede che di autori importanti se ne parla spesso in ritardo. Certo prima vengono quelli che gridano le loro opere confondendo frastuono con tonalità liriche. Quando poi si va alla ricerca di idee essenziali subentra il silenzio ed allora ci si accorge di chi ha scritto da anni e senza urlare. Che i poeti siano i primi ad incorrere in questa logica editoriale e a farne le spese è una prassi consolidata. Di Antonino Mazza se ne sarebbe dovuto parlare da tempo, perché di occasioni ne ha offerte tante. Ricordo che la sua prima raccolta di poesie dal titolo The Way I Remember It  è uscita a Montreal nel 1988, ma su disco. La versione elaborate dal musicista Aldo Mazza ha aperto la via alla danza e cosi le poesie di Antonino Mazza, prima che potessero venir lette in volume, sono state eseguite e danzate. Che strano destino da mondo classico. Sarà perché lui è nato in un <<Phoenician’s and Etruscan’s land, bathed by the sea of Ulysses>> (<<Terra di Fenici ed Etruschi, bagnata / dal rnare di Ulisse>>, pag. 20/21) come dice nella poesia <<Our House Is in a Cosmic Ear>>?

Bisognerà aspettare il 1992 per avere una edizione della raccolta su carta presso la Guemica Edition, oggi a Toronto. Mentre nel 1998 è giunta la traduzione italiana con testo a fronte curata da Rosamaria Plevano per 1’editrice Monteleone di Vibo Valentia. Al volume è stato dato il titolo di La nostra casa è in un orecchio cosmico preso a prestito dalla prima poesia della raccolta.

Tra i poeti di lingua inglese e di origine culturale italiana Antonino Mazza, apprezzato traduttore di Eugenio Montale e Pier Paolo Pasolini, è senz’altro quello che scrive di meno o meglio, è uno dei rari scrittori che non inflaziona se stesso riscrivendo la stessa opera per ogni stagione. Il suo volume si compone di un ciclo di 12 poesie e quella dal titolo <<Si si veru poeta>> è una citazione dalla tradizione di poesia popolare Calabrese. Essa è stata accolta per sottolineare l’intento della scrittura di Antonino Mazza che, citando Jean Cocteau, dice di se: <<Più il poeta canta dall’interno del suo albero genealogico, più è intonato>>.

Al ciclo delle poesie seguono una serie di brevi passi di prosa a cui l’autore ha dato it titolo <<Paese, cultura e contesto: ri-inventare la voce poetica canadese>>. (Notabene: canadese e non italo-canadese.) E qui il lettore si trova in presenza di un vero manifesto con cui Mazza partecipa alla discussione, senza fare parte del coro. Anche questa è una posizione a rischio che si va ad aggiungere alla decisione di scrivere solo per evitare di ripetere se stessi. Ma questa sua posizione corrisponde in tutto e per tutto a quello che per la poesia di Antonino Mazza è insieme condizione umana e premessa estetica. Per potere ridare questa sua posizione così singolare Antonino Mazza ha creato la metafora di essere <<In The Threshold>>/Dentro la soglia>> (pag. 28 / 29). Per quanto ne sappia 1’espressione è ignota sia alla tradizione letteraria italiana che alla Sprachkultur germanica, anche se Schwelle è una parola chiave delta cultura tedesca contemporanea. Una di quelle parole che portano in se una filosofia psico-culturale. Schwelle suggerisce tante immagini, permettere tante azioni ma non si è mai proposta come spazio vitale. Forse aiuta a capire la posizione di Antonino Mazza affidandosi alla sua brevissima lirica dal titoto <<Doors>> (<<Porte>>), fatta di solo due versi:

Places we go through

to come from.

*

Luoghi che attraversiamo

per provenire. (pag. 42/43)

Dove le porte non sono né soglie né confini ma spazi che vanno attraversati perché attraversandoli si capisce che si ha una provenienza, cioè un’origine esterna allo spazio che si sta attraversando. Ma sapersi <<dentro la soglia>> è ben altro. Per dare un’idea di quanto sia diffusa una tale necessità faccio presente che nella Sprachkultur germanica si ricorre volentieri al modello <<Sich zwischen zwei Stühle setzen>>. Anche qui ci si trova in uno spazio che non garantisce nessuna protezione. Pertanto <<In The Threshold>> ci vedrei un’immagine inconsueta con cui accostarsi alla società nordamericana. Una società che non negandosi a nessuno o che per non negarsi a nessuno si è data una forma di esistenza senza rete di protezione sociale. Per cui si vive dentro la soglia senza il rischio di essere respinti ma forse nell’ansia che <<a pair of crocodile construction boots/await my descent into the sewer: I’m black-polluted-sweptround>> (<<Un paio di stivali da lavoro-coccodrillo/attendono la mia discesa nella fogna: / sono nero-inquinato-da-spazzare-via>>) (pag. 28). Da poeta di provenienza culturale italiana e di lingua inglese si abita per se nella soglia. Si scrive nella soglia. Ma scrivere nella soglia per Antonino Mazza vuol dire ben altra cosa che scrivere da autore di <<Letteratura de-centrata>> o di letteratura fatta da autori di lingua tedesca ma di origine culturale esterna al mondo tedesco. Per Antonino Mazza significa scrivere <<dall’interno del progetto>> (pag. 59) di rinnovamento per andare a scoprire la parola che abita la parola. L’ultima poesia della sua raccolta dal titolo <<Release the Sun>> inizia nel modo seguente:

Poetry is about learning about sailing a boat

in the rain

in the rain

and one acre of light blue water changed to silver.

*

La poesia è imparare, far navigare una barca

nella pioggia

nella pioggia

e un acro di chiara acqua azzurra si tramutò in argento:

*

e finisce con:

Life is about learning about flying a planet

at night

at night

and I am a man learning about my heart

about this turbulent light. And it’s night. And a mirror

flies home, in the rain, to release the sun. (pag. 44 / 46)

*

La vita è imparare, far volare una, pianeta

di notte

di notte

ed io sono un uomo che sta imparando cos’è il cuore

e questa luce turbolenta. Ed è notte. E uno specchio

salpa verso casa, nella pioggia, per liberare il sole. (pag. 46 / 47)

Nel primo caso è <<boat>> che abita la parola <<about>> e nel secondo caso è <<light>> che abita la parola <<night>>. Dal che si capisce che la lirica di Antonino Mazza procede per sonorità a loro volta generatrici di connessioni semantiche.

Detto tutto ciò va annotato che le poesie di La nostra casa è in un orecchio cosmico sono delle superbe e complesse ballate che nascono <<dall’interno del progetto>>. Il contributo di Antonino Mazza è essenziale al progetto sia per la chiarezza delle sue metafore, sempre innovative, sia per la vastità degli echi che le animano mentre i temi rinviano ai paesaggi delle metropoli del Nordamerica e a paesaggi mediterranei fatti di mitologia, bibbia e storia. A tenerli insiemi sono proprio le parole che abitano le parole come <<boat>> e <<light>>, perchè <<God pushed a boat into the mouth of the sun / and our planet began to swim>> (<<Dio spinse una barca nella bocca del sole / ed il nostro pianeta cominciòa nuotare>>) (pag. 24 / 25).

E quale lettore non desideri partecipare ad un tale <<viaggio>>?

Gino Chiellino, Augsburg

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